Mi piace alla follia essere arrabbiata.
Credo di essere veramente bravissima a farlo, molto più di quanto la gente provi a mentirmi.
E Sapete la cosa buffa qual è?
Fare la parte dell'eroe. Le persone amano immedesimarsi nel cavaliere senza macchia e senza paura, per poi cadere in volgarissimi e inflazionatissimi clichè che le fanno passare nella parte della barricata contro cui tanto si stavano battendo.
Vi fa sentire migliori? Credo di sì.
Nella vostra insulsa, patetica, vuota, miserabile e pietosa vita non potete gioire se non per le disgrazie altrui. Non parlo delle mie... Perché io vi faccio il culo quando e come voglio.
Parlo di quelli che chiamate amici. Quelli che volete consolare solo per sfogarvi, per dare consigli "come Gesù nel tempio" anche se lo sappiamo che purtroppo il cattivo esempio potete sempre darlo.
La mia breve vita mi ha insegnato che tutti i nodi vengono al pettine e pettinarne alcuni fa molto male, quindi andrebbero tagliati direttamente...
Ma io, magnanima stronza fino al midollo, starò al mio posto, per la prima volta. Voglio guardarvi fallire. Voglio, nel mio silenzio, urlarvi che sono migliore di voi, anche nella perfidia.
Voglio farvi capire che per esser bastardi ci vuole stile ed io ho avuto 25 anni per perfezionarmi.
Voi siete solo delle checche patetiche, parassiti dei vostri stessi genitori a cui non avete dato mai un minimo di soddisfazione. Siete così sintetici, così insoddisfatti da non avere nemmeno l'eleganza di guardare fisso i miei splendidi occhi verdi e dirmi cosa pensate.
Quindi ditemi, facendo così siete davvero così diversi da me?
Siete davvero così buoni, leali, puri e misericordiosi come credete?
O forse io, nella mia incostanza ed avventatezza sono meno codarda di voi?
Direi che mi fate ridere, che mi fate pena.
Ma non è così.
Mi fate semplicemente tristezza. Dev'esser brutto non saper'esser felici della propria vita, non esser soddisfatti delle vostre scelte, non esser all'altezza della gente che vi circonda perché siete e sarete sempre sul gradino più basso.
Vorrei dirvi che vi capisco. Ma no, ad una come me questo non è mai successo... Perché io non rinnegherò mai me stessa, non cado in basso come fate voi, solo per misurare quanto state bene in base a chi sta più male.
Quindi, dall'alto del mio piedistallo rotto, sporco ed instabile mi permetto allegramente di farvi la morale.
E giusto per concludere con la finezza francese imparata in questi anni, andate tutti a fanculo...
Che quelli come voi è meglio perderli che trovarli.
Aveva ragione il mio senso di ragno quando vi ho conosciuto e credo che da oggi in poi non lo mettero' mai più in dubbio.
mercoledì 15 luglio 2015
venerdì 10 luglio 2015
La ragazza dello Sputnik.
"Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere."
Nessuno mi ha detto che sarà facile. Non me lo aspetto nemmeno.
Ma devo esser forte. Dobbiamo esser forti.
Mi fermo, conto i lividi e le ferite, respiro a fondo come odio fare e riparto, lentamente.
Nessuno mi ha detto che sarà facile. Non me lo aspetto nemmeno.
Ma devo esser forte. Dobbiamo esser forti.
Mi fermo, conto i lividi e le ferite, respiro a fondo come odio fare e riparto, lentamente.
giovedì 9 luglio 2015
Un giorno, di sana pianta. Spero.
Quella che una volta era la mia migliore amica una volta mi disse che ogni emozione la sentiva con l'utero. Già, che schifo direte voi.
Lo pensai anch'io. Poi mi resi conto che ognuno aveva il suo modo di reagire.
A me per esempio brucia la bocca dello stomaco, indipendentemente dal fatto che io sia felice o tremendamente abbattuta.
A me per esempio brucia la bocca dello stomaco, indipendentemente dal fatto che io sia felice o tremendamente abbattuta.
Oggi mi sento così. Come se fossi fatta di acido solforico concentrato, che liquefa ogni straccio del mio essere.
E mi sta bene. Mi sta bene perché me lo merito. Non che mi aspettassi di stare diversamente.
In realtà non credevo sarebbe andata così. O forse sì, ma non volevo ammetterlo perché faceva e fa male. Perché da sola valgo meno di un libro di Fabio Volo ed ho sempre avuto paura di fallire.
Sono stata male in questi anni? Mi è mancato qualcosa?
No, non mi è mancato nulla, anzi.
Tranquilli, so prendermi le mie responsabilità quando la colpa è mia.
Ho solo paura.
Paura di affrontare qualcosa di nuovo che mi serve a crescere, qualcosa che dia scampo al mio orribile modo di essere, qualcosa che mi faccia guardare allo specchio e dire: "Sono fatta così? Che schifo. Pazienza, lavoriamoci su."
Ma devo farlo perché mi vado stretta.
Perché sono cambiata costringendomi a restare uguale a 10 anni fa.
Se ve lo state chiedendo no, non è possibile farlo. E' solo un martirio ed una perdita di tempo.
E allora arriva il punto in cui guardi in faccia la realtà, ti disperi, ti osservi le mani e pensi che tutto fa pena, che tu fai pena e che fa solo male fingere di star bene.
Perché nulla è eterno ed ora lo so.
E Cristo Santo, fa male.
Ma non c'è alternativa. Non voglio che una mia menzogna faccia del male ad altri. E' successo troppo spesso, anche oggi e sinceramente ne ho abbastanza.
Ti chiedo scusa, vi chiedo scusa.
Ma credetemi, senza di me andrà tutto meglio.
Sarà difficile, ogni cosa riporterà alla mente altro. Ma passerà.
Sono stata male in questi anni? Mi è mancato qualcosa?
No, non mi è mancato nulla, anzi.
Tranquilli, so prendermi le mie responsabilità quando la colpa è mia.
Ho solo paura.
Paura di affrontare qualcosa di nuovo che mi serve a crescere, qualcosa che dia scampo al mio orribile modo di essere, qualcosa che mi faccia guardare allo specchio e dire: "Sono fatta così? Che schifo. Pazienza, lavoriamoci su."
Ma devo farlo perché mi vado stretta.
Perché sono cambiata costringendomi a restare uguale a 10 anni fa.
Se ve lo state chiedendo no, non è possibile farlo. E' solo un martirio ed una perdita di tempo.
E allora arriva il punto in cui guardi in faccia la realtà, ti disperi, ti osservi le mani e pensi che tutto fa pena, che tu fai pena e che fa solo male fingere di star bene.
Perché nulla è eterno ed ora lo so.
E Cristo Santo, fa male.
Ma non c'è alternativa. Non voglio che una mia menzogna faccia del male ad altri. E' successo troppo spesso, anche oggi e sinceramente ne ho abbastanza.
Ti chiedo scusa, vi chiedo scusa.
Ma credetemi, senza di me andrà tutto meglio.
Sarà difficile, ogni cosa riporterà alla mente altro. Ma passerà.
Io ti auguro solo il meglio, come sempre. Il meglio che no, non era con me.
Spero che un giorno possa ritrovare il coraggio di guardarti in faccia e abbozzare un sorriso, giusto per farti capire che quello che è stato era tutto vero, fino in fondo...buttando via il rancore.
Fino ad allora ti prego, credimi se ti dico che non volevo e che mi dispiace.
Grazie di ogni singola cosa.
Ogni abbraccio, ogni sorriso, ogni parola di conforto, ogni gesto per asciugare le lacrime... Ora devo imparare a farlo da me.
Mi mancherai da morire.
Addio.
Spero che un giorno possa ritrovare il coraggio di guardarti in faccia e abbozzare un sorriso, giusto per farti capire che quello che è stato era tutto vero, fino in fondo...buttando via il rancore.
Fino ad allora ti prego, credimi se ti dico che non volevo e che mi dispiace.
Grazie di ogni singola cosa.
Ogni abbraccio, ogni sorriso, ogni parola di conforto, ogni gesto per asciugare le lacrime... Ora devo imparare a farlo da me.
Mi mancherai da morire.
Addio.
lunedì 20 aprile 2015
Did you find it hard to breathe? Did you cry so much that you could barely see?
Spesso mi hanno descritta come una donna forte. Ancora più spesso c'è chi si è aggrappato a me credendo che io fossi una roccia, un muro inamovibile.
In parte è vero. In parte forse è una cosa a cui voglio credere per sentirmi migliore.
Poi ci sono forze inarrestabili che prima o poi incontrano quel muro inamovibile. Mi hanno insegnato che quello che accade quando succede è che entrambe le parti si arrendono.
Stavolta non è così.
Stavolta io, grande statega, grande ottimista, grande amante dei sorrisi sono persa.
Perché avere a che fare con qualcosa di tangibile è relativamente facile...Insomma, se c'è un problema c'è anche la soluzione. Prima o poi la si trova.
Ma la morte non è così.
Mi hanno anche insegnato che con la morte bisogna conviverci...Pare facile. Loro sono supereroi. Muoiono e ritornano in vita per magia dopo qualche mese.
Qui non è così.
Io non faccio altro che girarmi intorno ed accorgermi di quanto sia pessimo tutto quello che c'è. Provo a vedere il buono, ma non lo trovo.
Non lo trovo perché io posso anche esser una donna forte, ma piango.
In 24 anni ho pianto tutte le lacrime che avevo e scopro di averne ancora, sempre.
Piango perché mi sento inutile ed è una cosa impensabile per un'egocentrica come me, piango perché non sono io a dover affrontare il problema, ma le persone che amo (l'amore ha molti aspetti, passatemi il termine, grazie.).
Mi ritrovo a guardare il vuoto e pensare "Cosa devo fare? Cosa si fa in questi casi? Non ci sono abituata..non ci si abitua. Forse si."
Sapete, di amici, quelli veri, ne ho davvero pochi e li conto sulle dita di una sola mano...Sarei capace di mettere a ferro e fuoco il mondo per loro...e lo farei davvero se potessi.
Ma come puoi punire la Morte per aver fatto soffrire?
Non puoi farlo. Devi restare ferma a guardare. Puoi stringere i denti e non piangere davanti ai tuoi amici, devi esser per loro il muro inamovibile a cui poggiarsi. Puoi farlo, devi farlo, anche se non ce la fai.
Inspira a lungo, mordi l'interno delle guance se ti aiuta, ma resisti.
Il mondo fa davvero schifo ma tu puoi provare a renderlo un po' più decente, almeno per un po', almeno per qualcuno.
Vorrei solo fare di più. Ed invece dentro ho solo un enorme freddo.
"Non piangi mai, eh?" mi chiedono.
"Già, mi si rovina il trucco." rispondo io.
No, io non crollo. Stringo i pugni fino a graffiarmi il palmo con le unghie e non mi arrendo.
Preparo il mio sorriso ed il mio abbraccio migliore e vado avanti.
Per loro.
In parte è vero. In parte forse è una cosa a cui voglio credere per sentirmi migliore.
Poi ci sono forze inarrestabili che prima o poi incontrano quel muro inamovibile. Mi hanno insegnato che quello che accade quando succede è che entrambe le parti si arrendono.
Stavolta non è così.
Stavolta io, grande statega, grande ottimista, grande amante dei sorrisi sono persa.
Perché avere a che fare con qualcosa di tangibile è relativamente facile...Insomma, se c'è un problema c'è anche la soluzione. Prima o poi la si trova.
Ma la morte non è così.
Mi hanno anche insegnato che con la morte bisogna conviverci...Pare facile. Loro sono supereroi. Muoiono e ritornano in vita per magia dopo qualche mese.
Qui non è così.
Io non faccio altro che girarmi intorno ed accorgermi di quanto sia pessimo tutto quello che c'è. Provo a vedere il buono, ma non lo trovo.
Non lo trovo perché io posso anche esser una donna forte, ma piango.
In 24 anni ho pianto tutte le lacrime che avevo e scopro di averne ancora, sempre.
Piango perché mi sento inutile ed è una cosa impensabile per un'egocentrica come me, piango perché non sono io a dover affrontare il problema, ma le persone che amo (l'amore ha molti aspetti, passatemi il termine, grazie.).
Mi ritrovo a guardare il vuoto e pensare "Cosa devo fare? Cosa si fa in questi casi? Non ci sono abituata..non ci si abitua. Forse si."
Sapete, di amici, quelli veri, ne ho davvero pochi e li conto sulle dita di una sola mano...Sarei capace di mettere a ferro e fuoco il mondo per loro...e lo farei davvero se potessi.
Ma come puoi punire la Morte per aver fatto soffrire?
Non puoi farlo. Devi restare ferma a guardare. Puoi stringere i denti e non piangere davanti ai tuoi amici, devi esser per loro il muro inamovibile a cui poggiarsi. Puoi farlo, devi farlo, anche se non ce la fai.
Inspira a lungo, mordi l'interno delle guance se ti aiuta, ma resisti.
Il mondo fa davvero schifo ma tu puoi provare a renderlo un po' più decente, almeno per un po', almeno per qualcuno.
Vorrei solo fare di più. Ed invece dentro ho solo un enorme freddo.
"Non piangi mai, eh?" mi chiedono.
"Già, mi si rovina il trucco." rispondo io.
No, io non crollo. Stringo i pugni fino a graffiarmi il palmo con le unghie e non mi arrendo.
Preparo il mio sorriso ed il mio abbraccio migliore e vado avanti.
Per loro.
giovedì 5 febbraio 2015
E se guarderai a lungo nell'abisso anche l'abisso vorrà guardare in te.
Ripenso spesso a te.
Ogni volta un sentimento diverso mi pervade.
All'inizio di questo blog era la rabbia...Adesso solo tristezza.
Credo di odiarti, anche se forse non è il termine adatto, insomma, non che mi freghi dare un nome a tutto questo.
Pensavo solo che mi hai fatta diventare tu così.
Prima ero estremamente positiva, inondavo di allegria e spensieratezza anche te, provando a farti uscire dal guscio, provando a guardare cosa c'era sotto la punta del tuo iceberg.
Poi...Poi mi hai deluso come fanno tutti. Come anch'io avrò sicuramente fatto.
Mi sento debole, come se tutte le mie certezze, tutte le promesse fatte, fossero solo aria fritta.
Io...Io non lo so.
Continuo a dire a me stessa che non ero abbastanza, ma so che non è così. Una come me è anche troppo.
Pero', insomma, io non riesco a darmi pace. Credimi, io ho smesso di essere la persona che mi piaceva.
Una volta la mattina mi svegliavo e avevo milioni di progetti, mille sorrisi, tanta speranza...E tutto, credo, se n'è andato con te...O comunque una buona parte.
Credo di riuscire a stare ancora a galla perché l'amore è davvero forte come direbbe Silente, perché questo amore e qualche amico riescono a chiudere il buco che ho dentro...Che ogni tanto si apre (la storiella di Wolverine e Spidey la conosci, no?).
Non so se è il senso di colpa o ancor peggio, la certezza di aver fatto molti, troppi errori, che mi fa stare così.
Tu hai letto i libri sbagliati e forse anch'io.
A me piacciono le storie che finiscono bene a te invece piace crogiolarti nell'infinita tristezza dell'anima.
E' tutto così sbagliato, come fai a non rendertene conto?
Quando avrai 90 anni e penserai a tutto questo, ti sembrerà di aver buttato via una vita intera e credimi, è la verità.
Non ho mai chiesto a nessuno di soffrire per me, perché tu hai obbligato me?
Il problema è che io ho sempre voluto il massimo dalla vita e questa è la prima volta che non riesco ad ottenere nulla.
Tu penserai "la tua vita è davvero così orribile senza me?"
No, non lo è per niente. Ma credo che sarebbe ancor meglio, sarebbe come piaceva a me, sarebbe come è giusto che sia.
Preferisco l'odio. Preferisco litigare a morte con qualcuno in modo da non poter piu' avere nostalgia...Con te invece sono sempre troppe lacrime.
Come puoi far questo per amore?
Ti dissi che avrei potuto giustificarti solo se un giorno qualcuno mi dicesse "Guarda, lui è un supereroe, ti ha mandato via per salvarti."
Ma ci ho pensato bene, non è così. Insomma, se tu fossi un supereroe avere una come me nella tua vita sarebbe un affare enorme, farei finire la civil war dopo 2 pagine. Non sono mica una mezza calzetta come Mary Jane xD
Vabè, sto divagando.
Se avessi un Tardis direi alla me stessa di 4 anni fa di farsi i fatti suoi, di sedersi in aula lontano da tutto e tutti, fanculo i paradossi.
Quindi, a meno che il nostro viaggio in pullman non fosse un punto fisso sulla linea temporale, avrei evitato tanto dolore, tanta tristezza e tanta nostalgia. Salvando anche un' amicizia lunga anni di cui mi pentirò per sempre.
Ma non è così.
Non sono Wonder Woman, non sono un Signore del tempo... Non sono nulla.
E questa convinzione fa davvero male.
Ogni volta un sentimento diverso mi pervade.
All'inizio di questo blog era la rabbia...Adesso solo tristezza.
Credo di odiarti, anche se forse non è il termine adatto, insomma, non che mi freghi dare un nome a tutto questo.
Pensavo solo che mi hai fatta diventare tu così.
Prima ero estremamente positiva, inondavo di allegria e spensieratezza anche te, provando a farti uscire dal guscio, provando a guardare cosa c'era sotto la punta del tuo iceberg.
Poi...Poi mi hai deluso come fanno tutti. Come anch'io avrò sicuramente fatto.
Mi sento debole, come se tutte le mie certezze, tutte le promesse fatte, fossero solo aria fritta.
Io...Io non lo so.
Continuo a dire a me stessa che non ero abbastanza, ma so che non è così. Una come me è anche troppo.
Pero', insomma, io non riesco a darmi pace. Credimi, io ho smesso di essere la persona che mi piaceva.
Una volta la mattina mi svegliavo e avevo milioni di progetti, mille sorrisi, tanta speranza...E tutto, credo, se n'è andato con te...O comunque una buona parte.
Credo di riuscire a stare ancora a galla perché l'amore è davvero forte come direbbe Silente, perché questo amore e qualche amico riescono a chiudere il buco che ho dentro...Che ogni tanto si apre (la storiella di Wolverine e Spidey la conosci, no?).
Non so se è il senso di colpa o ancor peggio, la certezza di aver fatto molti, troppi errori, che mi fa stare così.
Tu hai letto i libri sbagliati e forse anch'io.
A me piacciono le storie che finiscono bene a te invece piace crogiolarti nell'infinita tristezza dell'anima.
E' tutto così sbagliato, come fai a non rendertene conto?
Quando avrai 90 anni e penserai a tutto questo, ti sembrerà di aver buttato via una vita intera e credimi, è la verità.
Non ho mai chiesto a nessuno di soffrire per me, perché tu hai obbligato me?
Il problema è che io ho sempre voluto il massimo dalla vita e questa è la prima volta che non riesco ad ottenere nulla.
Tu penserai "la tua vita è davvero così orribile senza me?"
No, non lo è per niente. Ma credo che sarebbe ancor meglio, sarebbe come piaceva a me, sarebbe come è giusto che sia.
Preferisco l'odio. Preferisco litigare a morte con qualcuno in modo da non poter piu' avere nostalgia...Con te invece sono sempre troppe lacrime.
Come puoi far questo per amore?
Ti dissi che avrei potuto giustificarti solo se un giorno qualcuno mi dicesse "Guarda, lui è un supereroe, ti ha mandato via per salvarti."
Ma ci ho pensato bene, non è così. Insomma, se tu fossi un supereroe avere una come me nella tua vita sarebbe un affare enorme, farei finire la civil war dopo 2 pagine. Non sono mica una mezza calzetta come Mary Jane xD
Vabè, sto divagando.
Se avessi un Tardis direi alla me stessa di 4 anni fa di farsi i fatti suoi, di sedersi in aula lontano da tutto e tutti, fanculo i paradossi.
Quindi, a meno che il nostro viaggio in pullman non fosse un punto fisso sulla linea temporale, avrei evitato tanto dolore, tanta tristezza e tanta nostalgia. Salvando anche un' amicizia lunga anni di cui mi pentirò per sempre.
Ma non è così.
Non sono Wonder Woman, non sono un Signore del tempo... Non sono nulla.
E questa convinzione fa davvero male.
lunedì 7 luglio 2014
Everybody Hurts
Credetemi, non c'è niente di peggio del guardare negli occhi un amico e leggervi la certezza di essere completamente inutili ed inermi.
Odio sentirmi così...Perché dopo la tristezza, almeno per me, subentra la rabbia.
Io non riesco a sopportare il dolore della gente che amo...E vedere che chi l'ha provocato beve, ride e si diverte come se nulla fosse...Beh, mi da sui nervi.
Capisco che gli errori si possono fare, fidatevi, nessuno meglio di me può dirlo...Ma mio padre dice sempre una cosa: "Errare è umano, perseverare...è da stronzi."
(Scusate, colorire l'espressione è stato più forte di me.)
C'è chi mi dice che il Karma prima o poi pulisce tutto, chi dice che sarà Dio con la sua giustizia divina a far pagare chi lo merita.
Insomma, tutti tranne me.
Posso solo star qui ferma, a guardare. A vedere scorrere le lacrime. A fingere di sorridere e dire: "Va tutto bene, noi siamo qui."
Ma no, non ci credo davvero. Io non sono così.
Io sono quella che, a dirla tutta, pensa che un bel pugno sul naso non passa mai di moda.
ps. Io non sono brava ad esprimere sentimenti, mi affido alle parole dei Rem:
" Cause eveybody hurts.
Take comfort in your friends.
Eveybody hurts...If you feel like you're alone, no, no, you're not alone."
Odio sentirmi così...Perché dopo la tristezza, almeno per me, subentra la rabbia.
Io non riesco a sopportare il dolore della gente che amo...E vedere che chi l'ha provocato beve, ride e si diverte come se nulla fosse...Beh, mi da sui nervi.
Capisco che gli errori si possono fare, fidatevi, nessuno meglio di me può dirlo...Ma mio padre dice sempre una cosa: "Errare è umano, perseverare...è da stronzi."
(Scusate, colorire l'espressione è stato più forte di me.)
C'è chi mi dice che il Karma prima o poi pulisce tutto, chi dice che sarà Dio con la sua giustizia divina a far pagare chi lo merita.
Insomma, tutti tranne me.
Posso solo star qui ferma, a guardare. A vedere scorrere le lacrime. A fingere di sorridere e dire: "Va tutto bene, noi siamo qui."
Ma no, non ci credo davvero. Io non sono così.
Io sono quella che, a dirla tutta, pensa che un bel pugno sul naso non passa mai di moda.
ps. Io non sono brava ad esprimere sentimenti, mi affido alle parole dei Rem:
" Cause eveybody hurts.
Take comfort in your friends.
Eveybody hurts...If you feel like you're alone, no, no, you're not alone."
domenica 25 maggio 2014
Not Today
Oggi su fb, uno dei miei contatti ha postato la foto di una mia amica e compagna delle elementari che è andata via troppo presto.
Ho guardato la foto, quasi non sembrava lei.
Dicono che quando muore qualcuno si tende a dimenticare i particolari del volto, le espressioni, la voce...
E' come trattenere l'acqua tra le mani.
Fino a due anni fa, ogni 1 novembre andavo al cimitero e passavo a salutarla, come se andassi a prendere un caffè. Nella mia mente (sì, io non sono una che esterna le cose come nei film americani) le raccontavo le novità della mia vita, le dicevo che mi mancava e cosa facevano i nostri altri amici...Le sistemavo i fiori sulla lapide e mi sentivo in colpa ogni volta che la madre mi guardava.
Perché io sono ancora qui e lei no?
Perché io ho avuto la possibilità di fare un sacco di cose belle e lei è andata via prima di poter gustare il meglio del mondo?
Perché quella sera non è rimasta a casa a guardare un film invece di uscire con gli amici con quella maledetta macchina?
Eppure è strano...Mi sento come se lei fosse ancora viva, ma come se abitasse lontana da me così tanto da perdere i contatti...Non smetterò mai di ringraziare il mio inconscio che mi aiuta ogni giorno ad andare avanti.
L'ultima volta che sono passata a salutarla stavo davvero male, così tanto da sognarla la notte.
Ero nella vecchia pizzeria del padre e dalla mia bocca uscì un "buonasera" impastatissimo.
"Mariagrazia è di la se vuoi vederla" mi dice il cervello.
Sposto la tenda rossa che faceva da separè e mi trovo davanti un corridoio davvero lungo, pieno di porte sui lati...Poco prima di aprire la prima porta vedo lei si affaccia da un'altra, felice e splendente.
"La vuoi smettere di cercarmi?" mi dice lei.
"Io, volevo solo sapere come stavi.." provo a rispondere.
"Qui è tutto fantastico, fidati" e mi sorride a 32 denti, come suo solito "ti preoccupi sempre troppo".
Già, io sono un'idiota anche nei sogni.
"Quindi...Adesso non ci vedremo piu'?" i miei occhi iniziano a riempirsi di lacrime, ma mi mordo il labbro per resistere.
"Sei proprio scema. Tu fai quello che devi fare, tanto io da qui non mi muovo." mi guarda sorridente, come se si fosse appena fatta una siringa di pace e serenità e la cosa mi sconvolge al punto di iniziare a piangere.
"Sto male, Mary. Fa troppo male"
"Lo so, ma passerà. Quando anche tu verrai qui ti renderai conto che stai esagerando e ti metterai a ridere un sacco. Ma quel giorno non è oggi."
Non rispondo, tiro su col naso.
"Io sto davvero bene qui, rilassati. Perché dovrei mentirti?"
"O..ok..Quindi...vado via?"
"Eh, sarebbe anche ora." Ride forte "Ci vediamo tra un bel po' di anni, fai la brava."
"Mi dispiace un sacco, ma farò la cattiva anche per te."
"Ci contavo scema."
Mi fa "ciao" con la mano mentre mi sorride ed io glielo sussurro con la bocca secca, di chi respira troppo per piangere.
Da quella volta non l'ho più sognata, non sono nemmeno andata più al cimitero.
In effetti non ho bisogno di andar li per pensarla e per farle sapere qui giù come va.
Per ora ho mantenuto la promessa e va bene così, spero solo che quando toccherà a me sarà davvero divertente come diceva.
Ti voglio bene Mary, ci vediamo il più tardi possibile.
Ho guardato la foto, quasi non sembrava lei.
Dicono che quando muore qualcuno si tende a dimenticare i particolari del volto, le espressioni, la voce...
E' come trattenere l'acqua tra le mani.
Fino a due anni fa, ogni 1 novembre andavo al cimitero e passavo a salutarla, come se andassi a prendere un caffè. Nella mia mente (sì, io non sono una che esterna le cose come nei film americani) le raccontavo le novità della mia vita, le dicevo che mi mancava e cosa facevano i nostri altri amici...Le sistemavo i fiori sulla lapide e mi sentivo in colpa ogni volta che la madre mi guardava.
Perché io sono ancora qui e lei no?
Perché io ho avuto la possibilità di fare un sacco di cose belle e lei è andata via prima di poter gustare il meglio del mondo?
Perché quella sera non è rimasta a casa a guardare un film invece di uscire con gli amici con quella maledetta macchina?
Eppure è strano...Mi sento come se lei fosse ancora viva, ma come se abitasse lontana da me così tanto da perdere i contatti...Non smetterò mai di ringraziare il mio inconscio che mi aiuta ogni giorno ad andare avanti.
L'ultima volta che sono passata a salutarla stavo davvero male, così tanto da sognarla la notte.
Ero nella vecchia pizzeria del padre e dalla mia bocca uscì un "buonasera" impastatissimo.
"Mariagrazia è di la se vuoi vederla" mi dice il cervello.
Sposto la tenda rossa che faceva da separè e mi trovo davanti un corridoio davvero lungo, pieno di porte sui lati...Poco prima di aprire la prima porta vedo lei si affaccia da un'altra, felice e splendente.
"La vuoi smettere di cercarmi?" mi dice lei.
"Io, volevo solo sapere come stavi.." provo a rispondere.
"Qui è tutto fantastico, fidati" e mi sorride a 32 denti, come suo solito "ti preoccupi sempre troppo".
Già, io sono un'idiota anche nei sogni.
"Quindi...Adesso non ci vedremo piu'?" i miei occhi iniziano a riempirsi di lacrime, ma mi mordo il labbro per resistere.
"Sei proprio scema. Tu fai quello che devi fare, tanto io da qui non mi muovo." mi guarda sorridente, come se si fosse appena fatta una siringa di pace e serenità e la cosa mi sconvolge al punto di iniziare a piangere.
"Sto male, Mary. Fa troppo male"
"Lo so, ma passerà. Quando anche tu verrai qui ti renderai conto che stai esagerando e ti metterai a ridere un sacco. Ma quel giorno non è oggi."
Non rispondo, tiro su col naso.
"Io sto davvero bene qui, rilassati. Perché dovrei mentirti?"
"O..ok..Quindi...vado via?"
"Eh, sarebbe anche ora." Ride forte "Ci vediamo tra un bel po' di anni, fai la brava."
"Mi dispiace un sacco, ma farò la cattiva anche per te."
"Ci contavo scema."
Mi fa "ciao" con la mano mentre mi sorride ed io glielo sussurro con la bocca secca, di chi respira troppo per piangere.
Da quella volta non l'ho più sognata, non sono nemmeno andata più al cimitero.
In effetti non ho bisogno di andar li per pensarla e per farle sapere qui giù come va.
Per ora ho mantenuto la promessa e va bene così, spero solo che quando toccherà a me sarà davvero divertente come diceva.
Ti voglio bene Mary, ci vediamo il più tardi possibile.
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